Non solo palle di pelo: la mia recensione di Il gatto che aggiustava i cuori

Non sono una ragazza che in libreria si ferma davanti agli scaffali dei romanzi rosa: non mi attirano molto, nonostante le loro copertine colorate e i titoli più o meno accattivanti: mi sembra che raccontino storie tutte uguali, poco coinvolgenti. I pochi romanzi rosa che leggo oppure ho letto hanno una vena un po’ diversa dagli altri che me li rende più apprezzabili. Ma.. Come potevo resistere al micio ritratto in copertina di questo romanzo, un graditissimo regalo di compleanno da parte di un’amica speciale?

Il gatto che aggiustava i cuori è una tenera storia di amore e di amicizia, forse un po’ semplice ma adatta a queste feste natalizie, per ricordarci che dovremmo avere tutti vicino qualcuno che abbia cura di noi. In questo caso a farlo è Alfie, un gatto che dopo la morte della sua padrona girovaga per i sobborghi di Londra deciso a trovare una nuova famiglia, e stabilendosi pian piano in quattro case diverse. C’è Claire, lasciata dal marito, che non è ancora abbastanza forte; Johnathan, che ha lasciato la sua vita a Singapore dopo aver cambiato lavoro; Polly, appena diventata mamma, che non riesce a trovare il proprio ruolo nella sua adorabile famiglia; e infine Fransiska, suo marito e i suoi bambini, immigrati polacchi con tanta nostalgia di casa.

Pian piano Alfie riuscirà a farsi benvolere da tutti, anche dai cuori più scontrosi, e zampettando ogni giorno da una casa all’altra ci fa vedere il mondo attraverso i suoi attenti occhi da gatto: perché, nonostante gli stereotipi, anche questi animali domestici si accorgono perfettamente di quando il loro padrone ha qualcosa che non va, e sono perfetti per scambiare quattro chiacchiere (mia mamma si è sempre trovata bene con loro!).

Perché Il gatto che aggiustava i cuori mi è piaciuto, anche se non è la mia solita scelta in libreria? Credo che il ruolo assunto da Alfie nel romanzo sia metaforico: è una sorta di angelo custode a quattro zampe che riesce a scorgere davvero quali sono gli affanni di ciascuno, quali siano le scelte migliori da compiere per ognuno dei personaggi. Alfie è un po’ come la nostra coscienza, come la nostre parte razionale che spesso fa a botte con il cuore, e a cui tante volte non diamo ascolto. Di certo sarebbe molto più pratico averla davanti a noi, a quattro zampe, pronta a farci le fusa quando abbiamo compiuto la scelta più giusta per la nostra vita, e sempre lì a miagolare per avvertirci quando qualcosa non va.

Cosa mi ha insegnato la principessa Leia

Immaginate di crescere in modo più o meno beato (l’Impero incombe nella Galassia) in un pianeta pacifico, di seguire gli ideali trasmessi dai vostri genitori e per questo diventare una ribelle agli occhi di chi domina nel luogo in cui vivete, di finire prigioniera e poi d’un tratto scoprire anche che tutto quello che sapevate sulla vostra infanzia è costruito su di una bugia. E’ più o meno questo quanto vissuto dalla principessa Leia in un solo film della saga di Star Wars: aggiungiamoci anche il carico delle successive tre pellicole, e davvero il suo personaggio avrebbe meritato un approfondimento maggiore di quello che in realtà ha avuto!

E’ di ieri la notizia della morte di Carrie Fisher, avvenuta dopo aver subito un infarto mentre viaggiava a bordo di un aereo, poco prima di Natale: l’attrice, interprete della principessa gemella di Luke Skywalker, ha lasciato un improvviso vuoto nella sua famiglia, nel cuore dei fan e anche nel cast della saga ideata da George Lucas, di cui è tuttora in lavorazione l’episodio ottavo. Il suo nome è inevitabilmente legato a questi film, soprattutto perché era lei l’unica donna del trio formato dal fratello e dal marito Han Solo, e che è quindi ovviamente diventata un’icona per tutte le fan della saga.

Benché parte del trio protagonista, Leia è sempre stata la più trascurata: suo fratello era il Jedi ritrovato dopo anni, Han Solo il criminale di buon cuore (e di bell’aspetto!) che si redime schierandosi per la causa ribelle. Di lei si sa poco: sullo schermo l’abbiamo sempre vista leggermente sprezzante, devota al suo popolo, pronta a mescolarsi semplicemente con le altre personalità diplomatiche pur di raggiungere lo scopo comune. Cosa ci ha insegnato, quindi, questa principessa moderna, oltre all’invidia per non saperci acconciare i capelli come lei?

Sempre composta, anche davanti al suo pianeta che esplode, raramente perde la calma: se proprio è infuriata, si limita a lanciare frecciatine e battute acide al suo interlocutore. Forse essere algida come lei non è sempre la mossa giusta, ma almeno appare (ed è) sempre come una donna forte, seria, che si impegna e riesce a passare sopra alle piccole o grandi cose che vanno storte, cercando sempre una soluzione. Sì, direi che la principessa Leia è una problem solver, almeno finché non incontra l’amore. Con Han la scopriamo tenera, com’è giusto che sia, e audace, come quando si traveste per entrare nel covo di Jabba The Hutt per liberare il pilota del Millennium Falcon intrappolato nella grafite. E’ solo l’amore a renderla spericolata, senza freni, che le permette di lasciarsi andare e di uscire da quel ruolo di compostezza che lei stessa si è creata. Del resto, lo vediamo anche nell’ultimo film, quando si permette di piangere per la sorte del figlio, caduto nella trappola del lato oscuro. Non so dove finisca il personaggio e dove inizi Carrie Fisher, so solo che ci mancherà.

Natale sul piccolo schermo: i film da vedere

Non sono una grande divoratrice di film, di solito anzi preferisco concentrarmi sulle serie tv. Nel periodo natalizio però penso che sia molto più semplice trovare qualcosa di adatto al Natale nei lungometraggi, così oggi ho pensato di darvi qualche consiglio sui film da vedere, magari con una bella fetta di panettone tra le mani!

I film tradizionali di Natale, stranamente, non li sopporto: li trovo troppo piagnucolosi oppure pieni di cliché, mi annoiano e anziché farmi ridere sortiscono l’effetto contrario! Quindi alla larga dai soliti Mamma ho perso l’aereo, Miracolo sulla 34th strada e simili. Non parliamo poi dei cinepanettoni italiani! Un mix di volgarità e battute squallide, che fanno ridere pochi e che fortunatamente stanno perdendo popolarità. Per cominciare io vi consiglio invece i classici Disney, che in questo periodo oltretutto sono trasmessi ad alta frequenza in televisione!

Frozen è perfetto vista la stagione: uscito nel 2014, ha avuto un successo straordinario, e ha riportato alta la popolarità dei cartoni animati Disney. Un altro classico che adoro è il Canto di Natale di Topolino, l’adattamento della tradizionale opera di Dickens: io lo so praticamente a memoria, ho davvero consumato il nastro della videocassetta. Anche la versione di Natale de la Bella e la Bestia mi piace molto: si tratta di un momento mancante nella storia principale, da inserire probabilmente dopo che Belle è scappata dal castello ed è stata attaccata dai lupi. In questa breve storia sono introdotti nuovi personaggi, alcuni abbastanza inquietanti, come il tenebroso organo del castello!

Se invece preferite gustarvi qualche storia più romantica, io vi consiglio assolutamente Il diario di Bridget Jones, che segue la protagonista nelle sue esilaranti e tenere avventure da un Capodanno all’altro, oppure L’amore non va in vacanza, uno dei miei film preferiti con un cast fantastico: Jude Law, Cameron Diaz, Kate Winslet e Jack Black fanno vivere sul piccolo schermo un delizioso racconto delle feste, accompagnato da una bellissima colonna sonora. Altro film che ho apprezzato tantissimo è Capodanno a New York, una pellicola corale ambientata nella città più magica del mondo: il titolo è ingannevole, perché questo non è assolutamente un cinepanettone, anche perché si tratta di un prodotto statunitense. Il cast è composto da tante star che interpretano personaggi le cui storie si intrecciano l’uno con quella degli altri, ma solo alla fine si comprendono tutti i collegamenti.

Infine vi suggerisco due ultime chicche, che in questi giorni sono appena arrivate al cinema: innanzitutto Rogue One, il film che fa parte della saga di Star Wars e racconta dei ribelli che tentano di rubare i piani della Morte Nera, gli stessi che nell’episodio quarto la principessa Leia consegnerà ai suoi droidi e che arriveranno nelle mani di Luke! Se preferite i film di animazione è invece finalmente arrivato Oceania, che racconta la storia della giovane Vaiana, abitante della Polinesia, e del suo incontro con il mutaforma dio del mare. Qualunque film scegliate, buona visione e buon Natale!

Di X Factor e di quella vittoria meritata

Si è conclusa ieri sera la decima edizione di X Factor: purtroppo quest’anno non ho potuto seguirlo come avrei voluto, e mi sono limitata a controllare la progressione della gara sui social network. La finale, però, non potevo perdermela! A trionfare sono stati i Soul System, un gruppo che all’inizio non avrebbe nemmeno dovuto far parte del programma: agli Home Visit infatti erano stati i Jarvis la scelta di Alvaro Soler, che poi hanno deciso di ritirarsi e lasciare quindi il posto ai Soul System. Un inizio in sordina che però li ha portati alla vittoria, contro le aspettative generali.

Sono arrivati alla vittoria un passo dopo l’altro, gli unici a non essere mai finiti al ballottaggio: l’unica pecca, per me, è il fatto che pur partecipando a una trasmissione italiana non abbiano mai cantato in italiano, ma per il resto posso dire che loro sono i concorrenti che davvero meritavano di vincere. Mai uno scivolone, sempre un grande lavoro e una grande energia, che secondo me li avvicina a personalità internazionali già navigate. Mi sono piaciuti subito proprio perché si vede che sono professionisti, che sono pronti a calcare il palco (e Alvaro li porterà con sé in tour il prossimo anno) e lo studio di registrazione.

Non c’entrano nulla con gli altri concorrenti: Eva e Roshelle erano le grandi favorite di questa finale, eppure qualcosa è andato storto. La concorrente di Manuel Agnelli mi è piaciuta per la sua raffinatezza, ma non mi ha convinta del tutto. Mi stupisco, invece, di come Roshelle sia potuta arrivare in finale: durante tutto X Factor si sono rincorse voci di un suo presunto rapporto speciale con Fedez, e soprattutto del fatto che le sue doti vocali fossero discutibili. Ieri sera è stato davvero imbarazzante sentirla stonare davanti a centinaia di persone, e viene davvero da chiedersi per quale motivo il suo giudice non abbia lavorato su queste mancanze che a parer mio sono inaccettabili per una che ha soffiato il posto in finale a un altro concorrente.

Nota dolente, infine, il comportamento dei giudici: Manuel è l’unico che si salva, sa parlare in italiano dicendo cose sensate; Alvaro mi è sembrato una bella statuina con poca cognizione di causa; Fedez, già sapete, nonmi piace, ma ho trovato che in questa edizione sia stato più superbo del solito. Infine, Arisa: ieri sera, dopo la metà della gara, vederla ubriaca era uno spettacolo indecente. Per tutta la durata di X Factor è stata un groviglio di frasi sconnesse, volgarità e fischi dal pubblico. Per me la sua poltrona si potrebbe davvero rimuovere, trovo che faccia calare (e non poco!) la qualità e la credibilità del programma.

Le canzoni di Natale perfette per un’atmosfera magica

Ormai avrete capito che adoro le canzoni di Natale, ogni anno ne scopro sempre di nuove con cui provvedo prontamente a riempire cd e playlist! Elencare tutti i brani che mi piacciono sarebbe davvero impegnativo, mi limito a lasciarvi quelli che in questo periodo sto ascoltando di più: tendo a preferire le canzoni tradizionali, quelle che hanno un testo più vicino al racconto della notte di Natale, ma mi piacciono anche quelle un po’ più pop!

Mary, Did You Know?

Anche se questo video ha già due anni di vita, io ho scoperto questo brano solo quest’anno, ed è ovviamente entrato nella mia lista di canzoni preferite per il Natale. I Pentatonix sono un bravissimo gruppo che esegue solo brani a cappella: tra tutte le loro interpretazioni a tema natalizio, questa è probabilmente la mia preferita.

God Rest Ye Merry Gentlemen

Perché limitarsi a All I Want For Christmas Is You quando si tratta di Mariah Carey? Questa è la mia canzone di Natale preferita in assoluto, e mi piace sempre andare a scovare nuove versioni. Questa la trovo davvero bella, soprattutto per il timbro e le doti vocali della sua bravissima interprete.

What Child Is This

La prima versione che ho sentito di questo brano era una di Andrea Bocelli, ma una volta scoperta questa non l’ho più abbandonata: anche Peter Hollens ha un canale YouTube dedicato alle sue cover, esclusivamente a cappella. Io lo trovo davvero bravo, ed è anche molto gentile con chi lo segue, risponde sempre a tutti!

Do They Know It’s Christmas

A 30 anni dal rilascio della canzone, torna l’evento Band Aid: personalmente mi piace di più questa versione della prima, probabilmente anche perché ci sono voci a me più note… Ovviamente non può mancare Bono degli U2, che con questi progetti va sempre a nozze! Se non avete riconosciuto il batterista, vi dico io chi è: Roger Taylor, che nei Queen suonava lo stesso strumento.

Merry Christmas, Darling

Nella mia lista non poteva mancare Glee: questa canzone è malinconica, ma davvero tenera e romantica. Rachel la canta nella seconda stagione dopo che Finn l’ha lasciata, poco prima di Natale, dopo aver scoperto il suo tradimento/ripicca con Puck. “I’ve just one wish in this Christmas Eve… I wish I were with you